Fobia degli Aghi, un breve racconto


Ada ha ricevuto una offerta di lavoro importante, l’azienda che vuole assumerla ha trovato in lei il profilo perfetto. Si tratta di firmare qualche carta, sbrigare qualche formalità e sottoporsi ad un prelievo per la visita medica...


È qui che teme di perdere questa occasione, paralizzata dalla fobia degli aghi...


La incontro dopo qualche giorno, è spigliata, intelligente, capace di ironizzare sul suo problema ma anche molto spaventata: “A cinque anni, per un prelievo, hanno dovuto tenermi in 3”. La sola idea dell’ago produce nausea, dolore allo stomaco, caldo e intensa sudorazione... Paura di svenire...


In prima seduta, attivo il lavoro inconscio, le consegno un ago e le dico di portarlo con sé. Poi, le faccio una promessa: “Sarai tu a decidere quando sarà il momento.”


Proseguendo, entriamo nel vivo del problema e, durante la trance ipnotica, l’inconscio di Ada ci porta memorie del ghiaccio sulle montagne che ama mentre inizia a lavorare sul corpo: lo stomaco si placa e si rilassa, la temperatura si regolarizza, l’ansia si scioglie. Le spiego che, nei prossimi giorni, il suo inconscio continuerà a lavorare e le chiedo di mostrarmi l’ago: le sue reazioni sono visibili ma molto cambiate.


Nello spazio di poco Ada è pronta, mi mostra l’ago ridendo e mi dice che lo porta sempre con sé, come un portafortuna. Ancora una volta utilizzo l’ipnosi - questa volta per stabilizzare il risultato - e le insegno alcune metodiche di autoipnosi che possa utilizzare in autonomia. Esce dallo studio leggera, contenta, sicura.


Dopo qualche giorno ricevo la telefonata di una Ada felice che ha eseguito il prelievo.


Potrà essere assunta.


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Alcune richieste

Fin da piccolo mi prendevano in giro per questa cosa dell’arrossire…

Cosi ho iniziato ad evitare quasi tutte le occasioni in cui devo incontrare persone che non conosco bene… Vorrei sentirmi più sicuro.

  • Alessandro, 35 anni

Ci ho provato mille volte. Smettere è facile, la cosa difficile è non ricominciare! L'ipnosi può aiutarmi a darci un taglio definitivo?

  • Gerardo, 41 anni

Da quando è nato mio figlio, addio sonno. Anche adesso che è grandicello si fa fatica a dormire un’intera notte. Quando torneremo a dormire?

  • Marta, 27 anni

"E poi ti vorrei anche ringraziare invece perché con questa storia del corona virus posso vedere tangibilmente gli effetti del percorso fatto insieme. Prima di conoscerti sarei stato letteralmente nel panico e invece riesco a gestire le mie emozioni in maniera adulta e consapevole. Ed è merito tuo. Grazie”


"Per me l’ipnosi è stato tutto. 

Ero felice al settimo cielo, incinta di qualche mese proprio perché tutto andava troppo bene .. 

poi arriva un giorno che.. la felicità diventa difficoltà.. un distacco di placenta e la piccola che tenevo in grembo poteva avere delle amputazioni.. lì l’ansia è stata grande, enorme.. ed ero una mamma piena di paure.. così ho iniziato un percorso da una dottoressa che mi insegnava l’ipnosi… 

 e piano piano tutto è diventato più semplice... riuscivo a gestire le mie ansie e stare a contatto con la mia creatura…

 e piano piano anche gli esami ematici iniziavano a migliorare.. io mi sentivo di nuovo in forma come all’inizio.. questa è stata per me l’ipnosi”

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